Champions League: i tre motivi che hanno impedito alla Juventus di passare il turno

La delusione finale
La delusione finaleREUTERS/Guglielmo Mangiapane

Uomini, lucidità, precisione e anche un pizzico di fortuna: la serata dei bianconeri poteva diventare storica, e la rimonta è sfuggita per un pelo. Ecco perché.

Due partite opposte e un epilogo triste: la Juventus ha dato tutto per riaprire la contesa con il Galatasaray dopo il pesante ko dell'andata, ma alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca.

E lo ha fatto sotto gli applausi del pubblico dell'Allianz Stadium, che nonostante il gol del definitivo 3-2 dei turchi ha voluto 'ricompensare' i propri beniamini riconoscendo gli sforzi fatti. 

Le statistiche
Le statisticheOpta by Stats Perform

Spiegare i motivi di questa eliminazione non è facile, sicuramente è più complesso di analizzare le cause del doppio ko dell'Inter contro il Bodo/Glimt, ma comunque merita una riflessione generale.

Attacco inceppato

In una partita dove era necessario rimontare e condurre una partita ai limiti della perfezione, è stato solamente Kenan Yildiz a salvarsi nel tridente d'attacco, come sempre.

Jonathan David continua a dimostrarsi un attaccante poco partecipativo alla manovra, e su cui i compagni non riescono a fare affidamento per scardinare le difese avversarie; Francisco Conceicao invece ha palesato i soliti limiti di concretezza, tirando poco e male e non giocando quasi mai con i compagni. I numeri di entrambi lo dimostrano.

La Juventus ha prodotto tanto
La Juventus ha prodotto tantoREUTERS/Guglielmo Mangiapane

Così facendo per la Juventus è diventata ancora più dura recuperare, anche se la voglia ha giocato un ruolo importante: tra le note negative tocca inserire anche Edon Zhegrova che nonostante un buon ingresso ha sulla coscienza il 4-0 fallito miseramente. Sarebbe stato il suo primo gol in bianconero ma soprattutto quello di una rimonta storica.

Troppo tempo in 10

Tra andata e ritorno si sono giocati circa 210 minuti e i bianconeri ne hanno giocati 100 in inferiorità numerica visti i rossi a Juan Cabal e Lloyd Kelly: con questi presupposti qualsiasi doppia sfida diventa complicata.

A conti fatti è stata l'espulsione della gara di andata a danneggiare maggiormente la squadra di Luciano Spalletti, che è crollata rapidamente concedendo spazi e occasioni al Galatasaray, che nella gara di ritorno si è comunque dimostrato modesto.

A pesare, nella bilancia complessiva, è infatti il terribile secondo tempo del RAMS Park in cui la Juventus è stata risucchiata in un vortice negativo che l'ha anche portata a compiere leggerezze difensive imperdonabili, senza avere la lucidità per resistere.

Deficit caratteriale

Al netto di una condizione psicofisica accettabile che, a differenza della gara di pochi giorni fa col Como, la Juventus ha dimostrato di possedere (tanto da lottare fino al 120esimo), un'osservazione riguarda invece il livello di leadership ed esperienza che è mancato ai bianconeri.

Thuram disperato dopo il gol fallito
Thuram disperato dopo il gol fallitoReuters/Guglielmo Mangiapane

A parte un Manuel Locatelli statuario ed instancabile e un McKennie prolifico come non mai, la Vecchia Signora ha bisogno di trascinatori: ad oggi, sia per questioni anagrafiche che per mancanze caratteriali, sono pochi i calciatori in grado di mettersi sulle spalle la squadra nelle situazioni più delicate.

In una situazione disperata come quella di ieri (dove mancavano comunque Bremer e Dusan Vlahovic, per fare due nomi), l'apporto di molti interpreti da questo punto di vista è stato minimo, pur considerando la grande prestazione collettiva e l'impresa quasi sfiorata. 

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