Champions League, Chivu: "Se c'è una squadra che può ribaltarla è l'Inter", poi si infuria

Champions League, Chivu: "Se c'è una squadra che può ribaltarla è l'Inter"
Champions League, Chivu: "Se c'è una squadra che può ribaltarla è l'Inter"Profimedia

Il tecnico dell'Inter: "La rimonta? Abbiamo il dovere di provarci ma non sarà semplice. Una gara dura 100 minuti, a volte anche 120 più i rigori. Dobbiamo essere pronti dall'inizio. Non dobbiamo avere la disperazione di fare subito gol". Ma quando un giornalista norvegese gli ha chiesto quanto sarebbe vergognoso uscire contro una squadra così piccola Chivu è andato su tutte le furie...

"Obbligo di provarci? No, abbiamo il dovere è diverso. Dobbiamo entrare in campo fiduciosi. Se c'è una squadra che può ribaltarla, è l'Inter. Ma non sarà semplice, non dobbiamo perdere equilibrio e fiducia".

Lo ha detto il tecnico dell'Inter Cristian Chivu, in conferenza stampa alla vigilia del ritorno dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt dopo la vittoria dei norvegesi per 3-1 all'andata.

"Una gara dura 100 minuti, a volte anche 120 più i rigori. Dobbiamo essere pronti dall'inizio. Non dobbiamo avere la disperazione di fare subito gol, per poi essere sorpresi da quello che non accade in campo. Dobbiamo gestire i momenti - ha aggiunto - Sapevamo che non sarebbe stato semplice in Norvegia, per il campo e il clima, purtroppo non siamo stati all'altezza in alcuni momenti e speriamo che non accada di nuovo".

Inter-Bodo/Glimt
Inter-Bodo/GlimtFlashscore

Rispondendo a una domanda di un giornalista norvegese, Chivu ha ammesso: "Abbiamo avuto una settimana di m...dopo la Juventus, non è stato facile giocare in quelle condizioni", ma non stravolgerà modulo e schemi nel ritorno: "Una squadra che ha costruito una stagione sulla continuità, segniamo più di due gol a partita, abbiamo fatto 21 vittorie in campionato e cinque in Champions e siamo primi in tante cose. Quindi non possiamo essere preparati in maniera diversa. Abbiamo cercato di risolvere qualche errore, ma il contesto all'andata era molto strano per il campo. Era strano per tutto, appoggi, frenata, cambi di direzione, gestione delle paure per non farsi male. Per noi l'importante è che i ragazzi ritrovino l'erba…" ha aggiunto scherzando, sottolineneando i problemi avuti in Norvegia.

Sui consigli da dare ai ragazzi, Chivu ha detto che non hanno bisogno di particolari motivazioni: "Io l'allenatore non lo ascoltavo, né prima della partita, né all'intervallo, né dopo. Mi affidavo ai miei pensieri, al mio coraggio e alle mie qualità. Il primo pensiero era sempre non deludere i compagni. Se avessi ascoltato di più gli allenatori forse avrei fatto una carriera migliore, ma ero un testardo e pensavo solo a non deludere le aspettative dei miei compagni. Non c'è bisogno di motivare più di tanto i ragazzi, sanno quanto è importante. Ripeto, se c'è una squadra che può ribaltare un risultato del genere siamo noi, il tutto senza mancare di rispetto agli avversari".

La polemica col giornalista norvegese

E a proposito di rispetto, quando un giornalista norvese gli ha chiesto quanto sarebbe “vergognoso” per l'Inter uscire dalla competizione contro una piccola squadra di una città di 50mila abitanti, Chivu non ci ha visto più ed è andato su tutte le furie: "Ah lei dice questa cosa e ride pure? Complimenti… Nel calcio non c'è niente di vergognoso, bisogna rispettare l'avversario, visto che lei non ci rispetta dicendo che sarebbe una vergogna per noi… Noi invece rispettiamo e facciamo i complimenti al Bodo, che ha vinto a Madrid dove noi non siamo riusciti”. 

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DI GIORNATA LIVE