La Procura di Brescia ha chiesto il fallimento del Brescia Calcio, unendosi all'istanza di liquidazione giudiziale presentata da uno dei creditori del club. La richiesta arriva mentre l'ex presidente Massimo Cellino tenta di ottenere dal tribunale le misure protettive per avviare un piano di risanamento ed evitare il crac.
Lo scrive il Giornale di Brescia. Davanti al giudice è iniziata l'udienza sulle misure protettive, che garantirebbero per 120 giorni uno scudo contro le azioni dei creditori. Tuttavia, secondo l'esperto nominato dalla Camera di Commercio, il piano risulta al momento "non ragionevolmente perseguibile" senza tali tutele.

Il debito complessivo del club, tra fornitori, tesserati, enti previdenziali, banche, Comune e Agenzia delle Entrate, sfiorava a fine luglio i 19 milioni di euro. Cellino propone un accordo da circa 4,5 milioni, impegnandosi a finanziare personalmente fino a 1,8 milioni. Ma la proposta incontra resistenze: il Fisco, a fronte di un credito vicino ai 9 milioni, ha giudicato "irrisoria" l'offerta di pagamento del 10%.
Sul tavolo resta anche la trattativa con Union Brescia, confermata dal patron Giuseppe Pasini, che riguarda marchio, denominazione, matricola storica e altri asset, inclusa la quota legata al trasferimento di Tonali. I tempi però stringono: una risposta è attesa entro fine gennaio, mentre l'eventuale accordo dovrebbe essere chiuso.
