Cooper Flagg, prima scelta dell’ultimo Draft, ha incantato giovedì nonostante la sconfitta dei Mavericks contro gli Hornets (123-121) con una prestazione mai vista prima in NBA.
A soli 19 anni e 39 giorni, l’ala forte ha realizzato 49 punti contro gli Hornets, un traguardo che nessun altro giocatore aveva mai raggiunto prima dei 20 anni.
I precedenti record di punti per giocatori sotto i 20 anni appartenevano a Cliff Robinson, che ne segnò 45 nel 1980, seguito da GG Jackson (44 nel 2024) e LeBron James (43 nel 2004).
Già a dicembre, Flagg era diventato il primo diciottenne a mettere a referto 42 punti, eguagliando così il record per un rookie dei Mavericks detenuto da Mark Aguirre.
Curiosamente, proprio giovedì Flagg si è preso il record di punti per un esordiente di Dallas nella stessa serata in cui i Mavericks hanno ritirato la maglia numero 24 di Aguirre.
Il potenziale che Flagg sta mostrando nella sua stagione d’esordio è un motivo di conforto per i tifosi texani, ancora scossi dalla clamorosa cessione, un anno fa, del loro idolo Luka Doncic ai Lakers.
Nonostante tutto, la serata si è conclusa con un sapore agrodolce per il giovane fenomeno di Dallas, che ha dovuto cedere la vittoria a Charlotte in un duello emozionante con un altro rookie, il suo ex compagno universitario Kon Knueppel.
La guardia, che aveva condiviso lo spogliatoio con Flagg a Duke, ha firmato a sua volta il suo massimo stagionale con 28 punti e 8 triple.
Flagg è andato vicino a coronare la sua prestazione segnando una tripla che ha portato il punteggio sul 121 pari a 33 secondi dalla fine.
In quel finale, però, il rookie ha perso un pallone, commesso un fallo personale su Knueppel e sbagliato un ultimo tiro molto forzato sulla sirena.
I Sixers, la minaccia a Est
Su altri campi, i Philadelphia 76ers hanno battuto i Sacramento Kings per 113-111 grazie a Joel Embiid e Tyrese Maxey, che insieme hanno messo a segno 77 punti.
Maxey è stato il protagonista assoluto con 40 punti, 8 assist e 4 rimbalzi, oltre al canestro decisivo.
Embiid ha guidato il resto dell’attacco di Philadelphia, chiudendo con 37 punti e 8 assist, e insieme a Maxey ha firmato gli ultimi 19 punti della squadra.
Il centro camerunese ha lasciato l’iniziativa al suo giovane compagno nell’azione decisiva, quando il punteggio era sul 111 pari con cinque secondi da giocare.
In uno schema da manuale, Embiid ha ricevuto la rimessa fuori dalla linea dei tre punti e ha passato la palla in corsa a Maxey, che si è lanciato a canestro per realizzare il layup della vittoria.
Omaggio a John Wall
A Washington, i Wizards hanno reso omaggio al ritirato John Wall in occasione della vittoria 109-99 contro i Milwaukee Bucks.
Gli ospiti erano privi dell’infortunato Giannis Antetokounmpo, al centro dell’attenzione NBA per un possibile trasferimento prima della chiusura del mercato il 5 febbraio.
Il successo della squadra della capitale, penultima a Est, ha dato ancora più risalto a una serata dedicata a John Wall, uno dei migliori giocatori della storia recente dei Wizards.
L’ex playmaker, cinque volte All-Star, ha guidato Washington dal 2010 al 2019 prima che la sua carriera venisse frenata da diversi gravi infortuni.
"Non avrei mai pensato che fosse possibile", ha ringraziato dal centro del campo rivolgendosi ai suoi vecchi tifosi. "Questa è la mia città e questa è ancora casa mia. Vi voglio bene tutti".
Jáquez Jr., un lusso dalla panchina
I Miami Heat hanno espugnato il campo dei Chicago Bulls per 116-113 grazie all’ennesima prestazione da protagonista in uscita dalla panchina del messicano-statunitense Jaime Jáquez Jr.
L’ala, 24 anni, ha chiuso con 19 punti, 10 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi in 32 minuti, una prova che rafforza la sua candidatura al premio di Miglior Sesto Uomo della stagione.
