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Le finali NBA sono iniziate la scorsa notte, con la possibilità di incoronare un’ottava franchigia diversa in otto stagioni. Il primo turno si è disputato in Texas tra i San Antonio Spurs e i New York Knicks, un’occasione per mandare subito un segnale forte. Tutti gli occhi erano puntati su Victor Wembanyama: sarebbe stato all’altezza della situazione?
In ogni caso, la partita è partita a ritmi elevati, con i Knicks che hanno provato subito a scappare. In particolare OG Anunoby, che ha trovato subito il canestro. San Antonio, invece, si è affidata forse troppo al tiro da tre e si è ritrovata a inseguire nel punteggio.
New York si era chiaramente preparata bene, e il contributo di Karl-Anthony Towns è stato notevole. Tuttavia, è bastato un calo di concentrazione perché gli Spurs tornassero sotto.
E soprattutto grazie a Dylan Harper, che appena entrato si è mostrato subito aggressivo, raggiungendo rapidamente la doppia cifra.
Improvvisamente, la macchina degli Spurs si è messa in moto — e senza Wembanyama in campo! Peggio ancora per i Knicks, Jalen Brunson è rientrato zoppicando negli spogliatoi. Dopo 12 minuti, New York aveva subito il colpo (27-19).
I Knicks non mollano
I Knicks hanno reagito attaccando il ferro, evitando che il divario si allargasse troppo. La partita si è fatta più aperta, con tiri rapidi e gioco in transizione. Brunson, appena rientrato dal problema al ginocchio, si è storto la caviglia ma ha continuato a spingere in attacco. Così, praticamente da solo, ha riportato i Knicks in partita.
Julian Champagnie si è poi fatto notare dalla lunga distanza, e il suo 5 su 6 da tre ha permesso agli Spurs di andare all’intervallo avanti: 55-48, con Wembanyama fermo a 2 su 8 al tiro, la situazione sembrava favorevole agli Spurs.
E ancora di più quando il vantaggio è salito oltre i 10 punti dopo la pausa. Towns stava diventando pericoloso? Wembanyama lo ha attaccato senza sosta per caricarlo di falli. Ma appena i Knicks hanno alzato l’intensità, il divario si è ridotto in un lampo: la partita era tutt’altro che chiusa, soprattutto perché gli Spurs hanno iniziato a rilassarsi. E KAT è stato fondamentale nella rimonta della sua squadra.
New York piazza il sorpasso
E a due minuti dalla fine del terzo quarto, Brunson ha pareggiato con l’ennesimo jumper. Anche se Wembanyama ha infiammato il pubblico con una schiacciata potente, la sua prestazione complessiva è stata deludente, e con 12 minuti da giocare il punteggio era in parità (76-76) — risultato giusto per quanto visto. La domanda era: chi avrebbe fatto la differenza?
Il primo a prendersi la scena è stato OG Anunoby, che ha segnato subito due triple pesantissime, dando slancio ai suoi. New York ha preso il comando, mentre gli Spurs hanno iniziato a vacillare, tra palle perse e scelte di tiro discutibili. È stato allora che Wembanyama ha finalmente iniziato a incidere anche in attacco.
La partita si è fatta tesa e il canestro sembrava stregato: era il momento dei leader. Una tripla pesante di Brunson ha riportato i Knicks avanti, che sono saliti a +4 con 70 secondi da giocare. Poi a +6 dopo una palla persa di Wembanyama e un altro jumper del playmaker. La partita stava sfuggendo di mano agli Spurs, che hanno sprecato la loro occasione.
È finita 105-95, un successo importante per i Knicks, che ora hanno già il vantaggio del fattore campo. Con 26 punti e 12 rimbalzi, ma un pessimo 6 su 21 al tiro, la prestazione di Wembanyama lascia molto a desiderare. Sabato dovrà riscattarsi, altrimenti le speranze titolo degli Spurs subiranno un duro colpo.
