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Caso Antonelli-Minardi, parla l'avvocato: "L'inadempimento del pilota è evidente"

Kimi Antonelli
Kimi AntonelliREUTERS/Jakub Porzycki

L'analisi del legale nella disputa giudiziaria dopo l'ordine di esibizione dei contratti Mercedes. La ricostruzione sulla crescita del giovane talento di Formula 1 fin dall'età di otto anni.

"Grazie all'ordine esibizione di questi numeri potremo avere un ordine di grandezza dei diritti maturati dal manager e, qualora venisse proposta una conciliazione seria, noi, sulla base di queste informazioni in corso di acquisizione, saremo in condizione di prendere una posizione chiara e precisa".

Così Mattia Grassani, legale di Minardi nella causa tra l'ex manager e Kimi Antonelli, al telefono con l'ANSA, commenta la richiesta di depositare copia dei contratti stipulati in vista dell'udienza del prossimo 19 novembre. "Confidiamo, comunque, che le ragioni di Giovanni Minardi possano essere accolte dal Tribunale perché, a nostro avviso, il comportamento inadempiente del pilota risulta evidente già dai documenti prodotti", aggiunge Grassani.

"L'accoglimento della nostra istanza di ordinare a Mercedes e a Kimi Antonelli la produzione di tutti i contratti tra loro sottoscritti, oltre alle evidenze di tutti i pagamenti a qualsiasi titolo erogati dall'inizio del rapporto ai giorni nostri" consentirà così di "avere contezza anche di quale entità economica sono i compensi corrisposti al pilota ai fini del corretto riconoscimento delle percentuali spettanti a Giovanni Minardi in forza del contratto di assistenza e rappresentanza stipulato con il pilota, illegittimamente receduto", prosegue Grassani.

Il legale dell'ex manager, nel ribadire come "la disponibilità ad un confronto con le controparti sussiste sempre e sussisterà", ribadisce che "il riconoscimento del ruolo svolto da Giovanni Minardi nella scoperta e crescita del pilota, finora ritenuto poco significativo dalle controparti, è fondamentale perché da quando Antonelli aveva 8 anni fino alla stipula del contratto con Mercedes, Minardi è stato il vero alter ego del giovane pilota", conclude Grassani.

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