31 gennaio, festa dei Salesiani: dalla fondazione della Juve a tre figure storiche del calcio italiano

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La Juventus 1897/1898
La Juventus 1897/1898History and Art Collection / Alamy / Profimedia

Il 31 gennaio si celebra la Festività di Don Bosco in ricordo dell’anniversario della morte del fondatore. Molti sportivi sono legati alla comunità salesiana

Giovanni Melchiorre Bosco nacque nel 1815 a I Becchi, oggi chiamata Colle Don Bosco, una frazione del comune di Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti, Piemonte. Tuttavia, visse a Torino dal momento della sua ordinazione sacerdotale nel 1841 fino alla morte nel 1888.

Nel quartiere Valdocco fondò il primo oratorio, dove oggi sorge la Basilica di Maria Ausiliatrice. Proprio lì, alcuni studenti di quel centro fondarono a Torino nel 1897 la Juventus, mentre in Argentina, un gruppo di giovani insieme al sacerdote salesiano don Lorenzo Massa diedero vita nel 1908 al San Lorenzo de Almagro. Il Ciclón de Boedo vanta una Libertadores, una Copa Sudamericana, una Copa Mercosur e 15 titoli nazionali.

Tre salesiani doc: Rivera, Ancelotti, Albertini

L'influenza salesiana è presente in tutto il mondo. Come in Spagna, con Santi Cañizares,  Dani Ceballos, Carlos Soler e Roberto Soldado, anche in Italia figurano famosi atleti che hanno studiato in un centro di questa congregazione o si sono formati nei  club di questa rete educativa.

Carlo Ancelotti

 Carletto è una leggenda delle panchine. L’attuale commissario tecnico del Brasile è l’allenatore che ha vinto più volte la Champions League, con cinque titoli (tre con il Real Madrid e due con il Milan).

Inoltre, è l’unico tecnico ad aver conquistato i cinque principali campionati europei: la Liga spagnola con il Real Madrid (due volte), la Serie A con il Milan, la Premier League con il Chelsea, la Ligue 1 con il Paris Saint-Germain e la Bundesliga con il Bayern Monaco.

Da calciatore ha vinto due volte la Coppa dei Campioni con il Milan e ha partecipato a due Mondiali e un Europeo con la azzurra, raggiungendo il terzo posto a Italia 1990.

Tutto questo palmarès era già noto. Quello che pochi sanno è il suo passato salesiano. Il reggiolese lo ha raccontato di recente a Universo Valdano: “Mia madre non voleva che andassi a Parma. Non le importava nulla del calcio. Sono andato con i preti, i Salesiani. Ho imparato molto in termini di disciplina. Erano molto severi, ma ho imparato tanto e gliene sono grato. Quando tornavo a casa era difficile ripartire”.

Demetrio Albertini

 “Il metronomo” ha iniziato a giocare a calcio nell’A.S.D.O. Villa Raverio della sua città natale, una frazione del comune di Besana in Brianza, in Lombardia. La squadra è legata all’Oratorio Don Giovanni Bosco della zona. Uomo di profonde convinzioni cattoliche, Albertini ha segnato un’epoca nel Milan e nel calcio italiano.

Tre volte campione d’Europa e cinque volte vincitore dello Scudetto con i rossoneri, con la nazionale è stato vicecampione del mondo negli Stati Uniti 1994 e d’Europa in Belgio-Paesi Bassi 2000. Con l’Italia ha anche vinto l’Europeo Under 21 nel 1992.

Albertini ha giocato anche in Spagna per due stagioni. È stato all’Atlético de Madrid nel 2002-2003, dove ha segnato una memorabile punizione all’incrocio al Bernabéu al 95’, fissando il risultato sull’1-1. Dopo brevi esperienze alla Lazio e all’Atalanta, ha disputato sei partite con il Barcellona nel 2005, club in cui ha chiuso la carriera.

Gianni Rivera

Un mito del calcio italiano. Il Bambino d’oro ha vinto l’Europeo 1968 con l’Italia ed è stato vicecampione del mondo in Messico 1970. Con il Milan ha alzato due volte la Coppa dei Campioni e altre due la Coppa delle Coppe. È stato il primo calciatore azzurro a vincere il Pallone d’Oro. Inoltre, è stato vicepresidente del club rossonero fino al 1986 e viceministro della Difesa nel governo di Romano Prodi.

Nato ad Alessandria, dove ha debuttato in Serie A, in un’intervista a Libero ricorda di aver iniziato a giocare nell’oratorio Don Bosco. “Era un ambiente tranquillo, sano, costruttivo. Non c’era alcun pericolo, perché ci sentivamo protetti. I Salesiani di Don Bosco sono stati fondamentali per la mia crescita”.

La figura dell’oratorio in Italia, come centro sociale cattolico per giovani che include attività sportive, è stata fondamentale nella formazione di grandi atleti. Alcuni si sono formati in istituzioni salesiane come quelli qui citati, altri in oratori parrocchiali o di altre congregazioni, come nel caso di Paolo Maldini, Franco Baresi o Marco Tardelli.

Non a caso, lo scorso dicembre, il centrocampista statunitense della Juventus, Weston McKennie, ha visitato l’oratorio salesiano San Paolo a Torino.

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